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RAVIOLI APERTI CON VERDURE GRIGLIATE E SALSA DI POMODORO ESTIVA – FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO ARNABOLDI

Oggi vorrei raccontarvi cosa c’è dietro ai ravioli aperti con verdure grigliate e salsa di pomodoro estiva che ho ideato  per il corso di cucina esperienziale all’interno del progetto  Great Attitude.

Settimana scorsa sono stata al ritiro Great Attitude organizzato dalla splendida Assunta Corbo. Ci ho messo un po’ prima di parlarne perchè forse ho dovuto “digerire” bene tutto quanto ho vissuto.

E’ stata un’esperienza splendida, di quelle che ti rimangono come cicatrici addosso. E forse, proprio perchè noi pensiamo non sia così ma lo è, l’universo ha fatto in modo che capitasse proprio adesso. Il qui e ora che dovevo vivere. E che ho vissuto con tutto il trasporto e l’entusiasmo che ho sempre, quando mi faccio travolgere dalle emozioni.

Non nego che sono partita un po’ prevenuta, non sapendo bene cosa aspettarmi, e vivendola soprattutto come un’esperienza lavorativa.

Conosco da qualche anno Assunta. Aveva partecipato a una mia social eating e le avevo proposto di presentare e parlare del suo libro dedicato alla gratitudine, “Dire, fare … Ringraziare!”. Da allora ho sempre continuato a seguirla, ammirando il suo lavoro in cui cerca sempre di mettere in luce le cose buone, l’atteggiamento propositivo e positivo per migliorare il modo di vivere. Da allora, tante volte abbiamo pensato che sarebbe stato bello collaborare ma non c’era stata ancora occasione. Mi ha chiamata proponendomi di seguire il workshop del sabato sera, come una delle esperienze attive del seminario, al quale anche io avrei preso parte. Un corso esperienziale dove i partecipanti avrebbero dovuto cucinare tutti insieme realizzando la preparazione della cena coadiuvati da me e concludendosi con una cena gourmet da consumare tutti insieme. Pane per i miei denti, le attività che preferisco!!!.

Ci siamo incontrate, compreso le necessità, studiato e organizzato i tempi e scoperto di essere sulla stessa linea. Mi sono messa subito all’opera con entusiasmo perchè era un progetto che mi piaceva tantissimo. Poter dimostrare come la gratitudine passi attraverso il cibo e l’atto di prepararlo; uno dei gesti più carichi di significato e amore che io conosca. Ho immaginato un menu’, con tutti gli ingredienti di stagione e che potessero essere reperibili in Toscana, ho fatto le prove, disegnato i bozzetti degli impiattamenti. Ho preparato  le dispense, le attrezzature, la mia divisa e i miei appunti e sono partita verso il Monte Amiata con Assunta, suo marito Antonio e due compagne di viaggio.

Siamo arrivati tardissimo, dopo aver superato il traffico incredibile della zona di Firenze e della Cisa. Ad attenderci altri corsisti che erano arrivati prima di noi al casale arroccato tra i boschi di castagni. Ci guardavamo con curiosità e un poco di sospetto. Quello con cui osservi persone nuove ed estranee e cerchi di capire come possano essere, dovendoci convivere per i prossimi due giorni.

Il mattino seguente, dopo una bellissima colazione all’aperto, ci siamo ritrovati nella sala. Il misto di disagio, apprensione, ansia per il corso che mi aspettava e curiosità si snodava nello stomaco. Non nego che ero un po’ perplessa e temevo di dovermi sciroppare discorsi infiniti e preconfezionati, privi di sostanza che oramai dilagano, che troppo stesso mi sono ritrovata a sentire e che mi hanno lasciato un sapore amaro, di cose ben incartate ma che celavano poca credibilità e profondità.

Invece, Assunta è partita in gran carriera raccontando la sua esperienza, trasmettendo emozioni e parlando di un giornalismo costruttuttivo e positivo che cambierebbe il modo in cui vediamo il mondo e le cose e che ci potrebbe predisporre all’ascolto, alla gratitudine e quindi al benessere fisico ed interiore. Partendo da lei e dal giornalismo è arrivata alla quotidianità e a ciascuno di noi. Ho lasciato che quello che accadeva tutto intorno mi avvolgesse con la sua aurea magia e mi sono iniziata a rilassare. Sembrava una coperta morbida che proteggeva e che scaldava l’anima. Ero in un ambiente sereno, tra persone che vivevano le mie stesse emozioni, le mie stesse paranoie. Avevano i miei stessi dubbi, le mie stesse paure e la voglia di essere felici e sereni. Da estranei hanno iniziato a diventare visi conosciuti, e man mano che la giornata entrava nel vivo, entravamo sempre più in relazione con noi stessi e con cio’ che ci circondava.

Inutile dire che, dopo una giornata carica di emozioni molto forti, dati dalle diverse attività che abbiamo affrontato insieme, il clima sereno e di condivisione ci aveva legato e ben predisposto gli uni verso gli altri. Il lavoro di Assunta iniziava già a dare i primi frutti perchè vivevamo beatamente, in un angolo lontano dal resto del mondo.

Ed era il mio turno. Toccava a me dimostrare quanto fosse tangibile e presente la gratitudine. Ero agitatissima, come sempre mi capita prima di un corso, ma lo ero ancora di più per le esperienze che avevo vissuto e per il clima che si era creato. Mi ero preparata tutto un discorso sulla gratitudine verso il cibo, verso chi lo aveva coltivato, verso chi lo preparara e chi lo riceve.

Ho indossato la mia divisa, sono andata in cucina a sistemare le ultime cose e ho aspettato i miei ospiti. Nessuno sapeva che oltre ad essere una corsista avrei tenuto questo workshop, sono stata una sorpresa per tutti, soprattutto vedendomi in versione cuoca. Eppure, io mi sento così bene e felice quando indosso la divisa ed inizio a sentire le farfalle nello stomaco.

Ho guardato i loro occhi, ho ripensato alla gioranta appena trascorsa, ho ascoltato il mio cuore e ho iniziato a parlare dimenticandomi di tutti i  discorsi che mi ero preparata, di tutte le belle cose che avrei voluto dire e limitandomi a raccontare che cosa è per me il cibo e la cucina.

Ho lasciato che le parole uscissero da sole, dimenticandomi per un momento cosa avrei dovuto fare. Ho raccontato di come sono nate le ricette che avremmo preparato, cosa avremmo dovuto fare e distribuendo i compiti. Persone che non avevano mai cucinato hanno iniziato a preparare, tagliare e spadellare. C’era un’amosfera di armonia e gioia che sprizzava ovunque mentre la grande cucina si riempieva di profumi e tutti si aiutavano, ascoltavano con curiosità  cosa si stava preparando e si davano da fare. Si poteva leggere sui loro volti la gioia per quello che stavano facendo, la felicità di farlo insieme, di preparare la propria cena, ognuno partecipe e protagonista,

Una cena speciale, di quattro portate pazzesche. Non senza alcuni difetti. ma che erano assolutamente trascurabili  in confronto all’esperienza che avevamo appena vissuto. Guidando un gruppo affiatato, volenteroso ed entusiasto  avevo l’assoluta certezza che la stanza fosse pregna di gratitudine. Gratitudine verso Assunta che mi aveva dato questa splendida occasione e mi aveva coinvolto in prima persona in questo suo seminario, per la fiducia che mi aveva dato. Gratitudine verso quelle persone, che fino alla sera prima erano estranei, che mi seguivano e mi ascoltavano con attenzione, che a loro volta mi davano fiducia e donato parole bellissime che conserverò preziosamente nel cuore.

Siamo esseri unici, meravigliosi con infinite sfaccettature. Ci sentiamo soli, in mezzo a tante persone, perchè troppo spesso ci lasciamo sopraffare dal dolore, dalla tristezza, dalla delusione, dai comportamenti altrui che ci feriscono, dalle avversità che non possiamo controllore ed eliminare e che fanno parte del cammino stesso. Non possiamo pretendere di vivere una vita in discesa, dove vada sempre tutto bene o siamo sempre in salute e contenti. Ma possiamo scegliere come la vogliamo affrontare. Ed è questo che può fare la differenza. Se viviamo con un approccio positivo, cercando di trovare il messaggio o l’insegnamento che possiamo trarre dall’avversità, dall’attimo di sconforto, dall’accaduto negativo, dal dolore, e ci concentriamo su quanto invece di buono abbiamo nella vita, possiamo superare qualsiasi cosa. Se ci concentrassimo di più, e tenessimo sempre a mente le cose belle che viviamo, le persone che abbiamo accanto e che ci amano, le cose buone che facciamo, i momenti felici, avremmo sempre a portata di mano un salvagente contro la negatività, amplificando se avessimo un approccio di gratitudine verso tutto quanto c’è di buono. Purtroppo la società non ci aiuta in questo; spesso ci mostra un mondo negativo e che va a rotoli aiutandoci a rotolare sempre di più nel baratro. Ma noi abbiamo un grande potenziale e possiamo essere lo stesso cambiamento che vorremmo vedere nel mondo, una piccola goccia che può fare molto. Ad iniziare da noi stessi.

Un weekend che è stato un balsamo per la mia anima, che mi ha fatto capire tante cose e che mi ha dato spirito rinnovato e positivo. Un weekend fatto di luoghi incantati, immagini indelebili, suggestioni, emozioni, profumi, risate, sorrisi, lacrime, sapori, condivisione, umanità e gratitudine.

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ravioli aperti con verdure grigliate e salsa di pomodoro estiva

Fazzoletti al vento – ravioli aperti con verdure grigliate e salsa di pomodoro estiva

Ingredienti:

 

Per i ravioli:

500 gr di farina tipo 1

10 gr di sale fino

200 gr di acqua circa

1 cucchiaio di olio

Per il ripieno:

200 gr di fagioli rossi già lessati

1 porro

origano essiccato

peperoncino essiccato

Sale e pepe

Olio evo e di girasole alto oleico

 

Per la salsa:

 

500 gr di pomodorini ciliegino

Erbe aromatiche

Sale e pepe

1 cucchiaio di zucchero

Olio evo

 

1 zucchina

150 gr di taccole

1 pesca noce

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ravioli aperti con verdure grigliate e salsa di pomodoro estiva

Procedimento:

 

Per la pasta: impastare la farina con l’olio, un pizzico di sale e unire l’acqua fio ad ottenere un composto liscio ed elastico. Far riposare 30 minuti e poi stenderlo sotilmente. Ricavare dei dischi e cuocerli al vapore per circa 10 minuti.

Per la farcia: Pulire il porro e affettarlo in modo regolare. Stufare, a fiamma dolce, in una casseruola coperta con due cucchiai di olio e un pizzico di sale. Quando pronto,trasferire nel blender con i fagioli. Profumare con scorza di limone, peperoncino a piacere e emulsionare con i due oli, frullando fino a ottenere un composto sodo e omogeneo. Aggiustare di sale e trasferire in sac a poche.

Per le verdure: Affettare e grigliare le zucchine. Scottare in acqua bollente salata le taccole e poi spadellarle a fiamma vivace per 5 minuti.

Per la salsa di pomodoro: Lavare e dividere in due i pomodori. Disporli sulla placca del forno e condirli con sale, olio, zucchero e erbe aromatiche. Infornare a 100 gradi per circa 2 ore. Sfornare e far raffreddare. Passare nell’estrattore e ottenere una salsa fluida e omogenea.

Farcire ogni disco di pasta con la farcia e coprire con un altro disco. Servire con la salsa di pomodoro, le verdure arrostite e dadini di pesca fresca..

Buon appetito!

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ravioli aperti con verdure grigliate e salsa di pomodoro estiva

Tempi di preparazione:

 

1 ora circa

Nella stesa serata abbiamo preparato anche il cremoso di cioccolato con mango e lampone, dulcis in fundo. 

 

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