vellutata di erbe di campo e sorgo

vellutata di erbe di campo e sorgo

VELLUTATA DI ERBE DI CAMPO E SORGO – FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO ARNABOLDI

Spiegatemi come si fa a non ammalarsi! Un giorno ci sono 20 gradi e un meraviglioso ed intenso cielo azzurro, il giorno dopo ritorna novembre! Ma non era aprile quello pazzerello? 

Settimana scorsa sono stata colpita dall’influenza, di cui  mi sono fregata il giusto. Ho fatto finta di nulla e ho proseguito a fare tutto ciò che stavo facendo. Praticamente l’ho ignorata, facendo la superiore. Se le avessi dato retta avrebbe preso il sopravvento e mi sarei dovuta mettere a letto e fare la malata. Invece no, io fingo che lei non sia venuta a trovarmi e vado avanti per la mia strada. Ovvio, non una di quelle influenze che ti mettono ko. Quelle proprio mi stendono. Una di quelle influenze fastidiose, dove ti cola il naso, ti fa male la gola, hai male a tutte le ossa e ti sentì un vecchio di 150 anni che fatica a connettere e restare lucido. L’influenza fastidiosa di quelle che ti mettono i brividi nelle ossa che nemmeno la copertina o la borsa dell’acqua calda riescono a scaldarti, la tisana ti fa un baffo e ogni centimetro del tuo corpo urla “fermati!!”.

Odio essere malata, non si può, è una gran perdita di tempo. Mica potrò sprecare respiri dietro ad un malanno??? Poi, venerdì sera ho ceduto. Ho piantato lì di fare quello che stavo facendo, con il viso che scoppiava di calore, nonostante la nuance cadaverica, e il resto del corpo che tremava dal freddo e mi sono messa a letto. Mi sono infagottata sotto il piumone, mentre fuori l’umidità era alle stelle e mi sono addormentata. Un sonno ristoratore, e una buona dose di antipiretici, mi hanno rimesso in sesto. Quando poi, tornata a casa il giorno dopo dal corso sulla panificazione ho trovato le erbe di campo che mio marito amorevolmente aveva acquistato al mercatino agricolo bio, ogni traccia dell’influenza era sparita, tranne quella fastidiosa sensazione del naso chiuso, eh!.

Adoro questo periodo dell’anno dove ci sono le erbe spontanee in crescita  e puoi sbizzarrirti a preparare piatti deliziosi! Il weekend, oltretutto, è tornato autunnale senza farci mancare anche la nebbia, e così non ho resistito dal preparare una vellutata un po’ particolare!

vellutata di erbe di campo e sorgo

vellutata di erbe di campo e sorgo

 Vellutata di erbe di campo e sorgo

Ingredienti:

1 mazzetto di ortiche (circa 300 gr)

1 mazzo di tarassaco di campo (circa 500 gr)

1 porro

150 gr di sorgo

1 piccola barbabietola

20 gr di mandorle

sale, pepe, olio evo

1 rametto di rosmarino

1 foglia di alloro

aceto di mele

fiori eduli essiccati

vellutata di erbe di campo e sorgo

vellutata di erbe di campo e sorgo

Procedimento:

Lavare le erbe di campo di abbondante acqua e sciacquarle bene, facendo attenzione a non pungersi con le foglie urticanti delle ortiche.

Pulire il porro e affettarlo sottilmente. In una pentola dai bordi alti mettere tre cucchiai di olio, gli aghi di rosmarino e la foglia di alloro. Scaldare l’olio e aggiungere il porro, avendo cura di tenerne da parte una manciata. Far soffriggere il porro e aggiungere le erbe di campo leggermente strizzate. Far insaporire, lasciando stufare a fuoco medio basso per alcuni minuti. Salare e porseguire la cottura, a fuoco dolce, per altri 15 minuti. Aggiungere pochissima acqua se necessario.

Spegnere il fuoco e aggiustare di sale e pepe. Nel frattempo lessare il sorgo, in tre volte il volume del cereale, con un pizzico di sale per circa30 minuti. A cottura dovrà risultare molto morbido. Spegnere il fuoco e condire con abbondante olio evo e frullare leggermente con un frullatore a immersione. Unire il porro crudo, tenuto da parte, e mescolare. Con l’aiuto di un coppapasta formare dei piccoli tortini, ungerli lievemente e infornarli per 20 minuti, in forno già caldo, a 200 gradi, girandoli a metà cottura.

Pulire la barbabietola e taglairla in piccoli pezzi. Scaldare due cucchiai di olio e far rosolare la barbabietola. Sfumare con l’aceto di mele ( circa  1 cucchiaio) e cuocere, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua, per una decina di minuti. Spegnere il fuoco ed unire un burro di mandorle, ottenuto frullando a lungo le madrole con un goccio di olio di giradole e poca acqua. Formare una salsa fluida e omogenea e tenere da parte.

Terminata la cottura delle erbe di campo, frullare fino ad ottenere un composto fluido e cremoso.

Mettere sulla base del piatto un po’ di vellutata, adagiare i medaglioni di sorgo e guarnire con la salsa di barbabetola. Decorare con fiori eduli e servire.

Buon appetito!

Tempi di preparazione:

90 minuti circa

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