spaghettata in rosa e il nuovo libro dello Chef Leemann

spaghettata in rosa

SPAGHETTATA IN ROSA – FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO ARNABOLDI

Martedì scorso ho avuto il piacere di poter partecipare alla presentazione del nuovo libro, della collana “Cuochi” edito da Italian Gourmet, dello Chef Pietro Leemann, presso la scuola di cucina Joia Academy.
In un ambiente a me familiare, ho potuto ascoltare il suo discorso di presentazione del libro. Un messaggio che sta diffondendo da tempo per sensibilizzare sempre più persone verso una scelta vegetariana.
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Le motivazioni che ci dovrebbero spingere verso questa direzione sono molteplici e tutte condivisibili. E’ la passione e la determinazione con la quale le motiva che affascina. Chef carismatico e di grande sensibilità, semplice e pacato nei modi e’ l’indiscusso leader di questa cucina e, anche attraverso questo suo ultimo lavoro, vuole portare le persone a riflettere.
A riflettere attraverso la cucina, sulla propria alimentazione e sul cambiamento.
Il cambiamento spesso ci spaventa, ma grazie alla sua forza, possiamo evolverci e crescere. Il cambiamento e’ una questione di coraggio. E bisogna avere coraggio anche a livello alimentare. E se e’ vero che “siamo ciò che mangiamo”, mangiando in armonia vivremo in maniera più consapevole e con maggiore benessere fisico ma anche intellettuale e spirituale.
Le parole dello Chef mi colpiscono ogni volta che le sento e condivido la sua filosofia ed il suo approccio.
La cucina vegetariana e’ un ponte tra diverse culture e religioni del mondo perché, fondamentalmente, va bene per tutti. Come ha spiegato lo Chef, grazie alla cucina vegetariana possiamo mettere alla stessa tavola persone con origini diverse, indipendentemente dal loro credo o dal colore della loro pelle. La cucina unisce, e le altre culture ci arricchiscono facendoci evolvere.
Il fascino della cucina vegetariana sta vivendo oggi momenti di splendore, portata alle luci della ribalta, divenuta un po’ di moda. Da una parte ci sono sempre più persone consapevoli e incuriosite da questo stile alimentare e dall’altra ristoratori attenti che vogliono ampliare la loro offerta e approfondire l’argomento. Il rischio che venga strumentalizzato e’ dietro l’angolo, ed e’ necessario essere sempre vigili e mettere dei paletti chiari.
Questo libro, con le sue numerose ricette, e’ l’esempio per tutti che la cucina vegetariana non e’ una cucina di privazioni ma un vero e proprio viaggio nel gusto, alla portata di tutti. Dei suoi piatti non si può fare a meno che innamorarsene e desiderare, pagina dopo pagina, di provarli tutti.
Attraverso i piatti storici e moderni del Ristorante Joia, dove l’innovazione e la ricerca sono alla base di ogni preparazione, in cui si fondono gusto, bellezza e tradizioni diverse, si può vivere un vero viaggio nel perfetto equilibrio dei piatti presentati. I piatti del Joia coniugano armoniosamente le conoscenze e le tecniche di una cucina salutare, in cui si intrecciano diverse culture, sapori e profumi.
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Il libro, in duplice lingua italiano ed inglese, e’ ben curato, dalle linee essenziali e pulite. Le 60 ricette sono ordinate per “tempi”: c’e’ un “prima” un “durante” e un “per finire”. Le immagini, del fotografo Adriano Mauri, cercano di dare giustizia ai piatti. Tra essi il preferito di Piccolo Chef, il “Serendipity”, e quello di Alessandro, che non smette mai di ricordarmi quanto e’ buono “Sotto la coltre”. Ma anche uno dei simboli del Joia, l’uovo apparente di “La vita in forma” ,  “Di non solo pane vive l’uomo”, lo strepitoso risotto “L’ombelico del mondo”, il dessert della scorsa stagione primaverile “Pomo d’oro” e molti altri. E il mio piatto preferito?  Beh forse quello che amo più di tutti nel libro non lo trovate ma, infondo, mi piacciono tutti per cui lo custodirò gelosamente, sfogliandolo con piacere.
All’inizio, una ricca prefazione, in cui non manca anche una prefazione dello Chef Marchesi e di Marco Bianchi, mentre sul fondo bellissime immagini di tutto il team del Joia, aiuto prezioso dello Chef.
img_9547La serata e’ proseguita con la presentazione, da parte dello Chef Ricci del non-formaggio di semi di zucca e, mentre servivano agli ospiti il risotto alla barbabietola, sono dovuta scappare, perdendomi il resto dello spettacolo.

"formaggio" di semi di zucca alla paprika

“formaggio” di semi di zucca alla paprika

Il dovere mi chiamava e cosi’ mi sono gettata nel traffico di Milano per raggiungere, raggiante, le persone che mi aspettavano per il corso di cucina.

Il risotto alla barbabietola era di un meraviglioso rosa shocking.img_9548 Ho provato a proporlo a casa qualche sera più tardi, ovviamente alla mia maniera, ma non ha riscosso grande successo. Lo sguardo eloquente dell’Arnaboldi mi ha fatto intendere che era meglio se evitavo il riso e cosi’, per la cena, ho optato  per una semplice spaghettata alle verdure, in cui ho aggiunto un tocco di rosa 😉
spaghettata in rosa

spaghettata in rosa

Spaghettata in rosa

Ingredienti per 4 persone:
300 gr di spaghetti integrali
1 carota
1 zucchina
1 topinambur
100 gr di barbabietola al vapore
100 gr di yogurt di soia al naturale
1 limone
1 cucchiaio di miso bianco
1 cucchiaio di salsa tahina
olio, sale
fiori di nasturzio

Procedimento:

Lessare la pasta integrale, in acqua bollente salata, per il tempo indicato sulla confezione. Nel frattempo pulire le verdure e tagliarle con l’apposito strumento “spiralizer” per ottenere degli spaghetti di carote, zucchina e topinambur. Se sprovvisti, tagliare a fiammifero. Scottare le verdure, per non più di 4 minuti, in acqua bollente salata.
Scolare le verdure e condirle con il succo di mezzo limone e un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Preparare la salsa rosa frullando, con un frullatore ad immersione, la barbabietola precedentemente cotta al vapore con lo yogurt. Aggiungere un cucchiaio di miso bianco e uno di tahina e continuare a frullare. Aggiungere due cucchiai di olio, aggiustare di sale e tenere da parte al fresco.
Scolare la pasta e condirla con le gli spaghetti di verdura. Mettere alla base del piatto la salsa rosa e impiatare gli spaghetti. Decorare con un fiore di nasturzio e servire.
Buon appetito!

Tempi di preparazione:

40 minuti circa
nb. Se non trovate i fiori di nasturzio, che io ho la fortuna di raccogliere ancora nell’orto, potete aggiungere un cucchiaino di senape in grani mentre marinate le verdure con olio e limone.
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