Pomaria 2013, la festa delle mele in Val di Non

C’è una valle in Trentino Alto Adige dove la gente ha i meli fin nel giardino. Dove tutto scorre intorno alla coltivazione e alla produzione delle mele che poi arrivano sulle nostre tavole con il nome di Melinda.Ogni anno, ad ottobre, la mela viene festeggiata e celebrata in occasione della fine del raccolto.

Quest’anno anch’io volevo scoprire questa festa, incuriosita dai racconti di chi ci era già stato e per poter vivere la Val di Non in autunno, gustando i suoi colori caldi e i suoi profumi.

Sabato mattina, inaspettatamente, ci ha accolti la neve e decisamente tanto freddo.

Non credevo ai miei occhi ma quando ho realizzato che aveva proprio nevicato ho subito acceso la stufa della cucina economica e a quel punto il pensiero di uscire non mi attirava particolarmente. L’idea di passare la giornata a leggere vicino alla stufa era decisamente più stuzzicante, ma dopo un paio d’ore ho preso coraggio e siamo andati a scoprire Pomaria 2013.

Ho conosciuto diverse persone, tante realtà locali che lavorano con passione e amore per ciò che fanno e per il loro territorio.Le attività che proponevano erano tante, ben organizzate e con un occhio di riguardo ai bambini e ragazzi.

Abbiamo girato tra le bancarelle che proponevano e promuovevano i loro prodotti artigianali, dalle confetture, succhi, salumi, vini, prodotti da forno (con l’immancabile strudel), tisane e prodotti cosmetici.

C’erano diversi allestimenti e mostre dove poter votare la mela preferita, degustare vari tipi di mela ( io ho votato per la golden, dolce e succosa). Abbiamo visitato la mostra delle coltivazioni di mela e quella dei frutti antichi.

 

Non mancavano stand enogastronomici dove assaggiare prodotti tipici e fermarsi per una pausa ristoratrice.
 

Fortunatamente è spuntato tra le nubi un bel sole caldo che ha caratterizzato tutta la giornata. Appena arrivati siamo andati a costruire la nostra cassettina per poi recarci al frutteto per raccogliere le mele da portare a casa. Il mio piccolo chef dava certe martellate e si divertiva così tanto che ha costruito la sua cassetta velocemente per poi riempirla con mele gialle e rosse.

Peccato fosse un’attività dedicata ai bimbi, non mi sarebbe dispiaciuto costruire la mia personale cassettina di legno da tenere in cucina!
Mentre passeggiavamo tra le strade di Casez, bellissima frazione di Sanzeno, una ragazza dagli occhi celesti e vispi, ci ha gentilmente offerto una tisana calda con le erbe prodotte dalla loro azienda agrituristica.

Non me lo sono fatta ripetere. Nonostante il sole, le temperature erano comunque piuttosto basse. È stata una fantastica scoperta. Ci ha offerto una tisana preparata con il loro sciroppo di menta e melissa, con l’aggiunta di zenzero, veramente deliziosa. Ci ha spiegato che, in estate, la si può degustare fresca in quanto è molto dissetante oppure la si può offrire ai bambini la sera come tisana della buonanotte. 

  Ne siamo rimasti affascinati, avvolti dal suo intenso sapore, e ne abbiamo preso una bottiglia. Al piccolo chef invece ha offerto la mela essiccata, molto meglio delle patatine e più genuina ma altrettanto sfiziosa!. Abbiamo fatto due chiacchiere e ci ha spiegato che sono una piccola azienda agricola a conduzione familiare, Azienda Agricola Naturalmente, che coltiva piante officinali ed aromatiche che trasformano in tisane, confetture e cosmetici naturali. Sono una realtà giovane che ha aperto anche un agriturismo dove ospitare chi desidera godersi una bella vacanza in mezzo alla natura. Se passate da queste parti, non lasciateveli sfuggire  :-).Oramai era ora di pranzo e tutti avevamo un leggero languorino. Ci siamo fatti tentare dalle proposte dei cuochi dei ristoranti della strada delle mele che proponevano piatti tipici. Io ho preso una bella zuppa d’orzo, il piccolo i canederli con formaggio di malga e speck accompagnati dal gulasch e mio marito lo stinco con la polenta di patate.

Ci hanno servito tre piatti gustosi. E come dessert vi chiederete? Ovvio, una bella mela!Dopo pranzo siamo stati coinvolti dalla compagnia teatrale Koiné che ha improvvisato una gag in cui un fotografo doveva produrre un servizio fotografico misterioso. Lui e la sua modella, dovevano trovare il volto Pomaria per la campagna fotografica. È stato molto divertente ed esilarante.

Tra tante mele, uno stand ricco di zucche. il Maso Plaz proponeva frutta e verdura coltivata nel loro”Giardino delle Biodiversità”. Non ho resistito al richiamo e ho comprato due belle zucche da intagliare e decorare per halloween. I Giardini della Biodiversità sono visibili e aperti al pubblico sia per poter acquistare le piante da orto e da giardino che i frutti del loro raccolto. E’ inoltre possibile fare percorsi didattici tra le coltivazioni, percorsi relax e  degustazioni. Un vero paradiso.

Abbiamo assaggiato i kiwi selvatici. Piccoli e dolcissimi sono privi di peluria e si possono mangiare con la buccia.
Dopo la merenda a base di mela ricoperta di cioccolato, piccolo chef ha fatto una passeggiata sul pony tra le vie del paese, mentre io ne ho approfittato per andare a curiosare cosa facevano i cuochi indaffarati dell’Associazione Cuochi Trentini. Stavano preparando dei ravioli ripieni di formaggio “casolet” e “trentingrana” da vendere ai visitatori.

Ho scambiato due chiacchiere con l’executive chef, il Signor Stefano Goller, che mi ha spiegato che l’associazione conta circa 500 membri, dai giovani cuochi agli chef più affermati, che propongono attività di aggiornamento ed organizzazione di eventi quali portabandiera della cucina e tradizione trentina collaborando con diverse realtà locali e non.
Nel frattempo gli eventi si susseguivano, dalle degustazioni alla preparazione dei dolci tipici e conserve fino alla realizzazione del burro. I bambini erano impegnati in laboratori dove costruire le casette per gli uccellini e imparare a realizzare lo strudel.

Le strade di Casez erano gremite di persone.Oramai stanchi mentre ci avviavamo verso il parcheggio per tornare a casa mi sono imbattuta nello stand dell’associazione Pro Cultura Centro Studi della tradizione Nonesa impegnata nella divulgazione e conservazione delle culture locali legate alla storia, arte, cultura, letteratura e gastronomia. Sono stata attratta da piccoli opuscoli realizzati semplicemente in cui venivano riportate le ricette delle tradizione. Piatti dimenticati che fanno parte del patrimonio noneso e della nostra tradizione contadina. La Presidentessa dell’associazione mi ha spiegato che ha recuperato queste ricette dai racconti delle nonne, intervistando le persone più anziane della valle e mettendo insieme tutte le ricette di una volta. Il risultato e’ un dono inestimabile. Non ho potuto resistere e mi sono lasciata tentare sia dal libricino delle ricette della tradizione che da quello a base di mela, regina della giornata.

Oltre ai famosi dolci, ci sono ricette a base di patate, con la farina di grano saraceno, il pane secco e tanto altro. Una cucina povera, sostanziosa e gustosa.

Tante le attività di promozione sociale promosse dell’associazione, sia in estate che in altre stagioni per coinvolgere, oltre che i residenti anche i visitatori e turisti. Serate di degustazione enogastronomiche, serate di lettura, pièce teatrali, serate di approfondimento, visite guidate e molto altro. Un occhio di riguardo lo danno anche ai giovani e sconosciuti scrittori locali dandogli supporto e occupandosi della stampa e divulgazione dei manoscritti.
Se deciderete di passare un fugace weekend in valle o coccolarvi durante una vacanza, certamente potrete rivolgervi all’associazione per scoprire le tante offerte proposte.

Il piccolo chef oramai era gasatissimo e non ha perso tempo nel propormi di preparare a casa uno strudel. Ovviamente lo ho accontentato arrabattantoci con utensili di fortuna nella poco attrezzata cucina della nonna. È comunque riuscito, e per tutta la casa si è diffuso il suo dolce profumo.

Pomaria ha proseguito anche la domenica ma noi abbiamo preferito passarla in compagnia di amici ritrovati dopo tantissimo tempo. Ci siamo ritrovati a tavola, tutti insieme, prima di riprendere la strada del ritorno.

In ricordo di questa bellissima esperienza e del bellissimo weekend appena trascorso vi lascio la ricetta dello strudel, presa dal libro acquistato alla manifestazione:

Ingredienti

per la pasta:

150 gr di farina
40 gr di burro fuso
1 cucchiaio di zucchero
1 uovo piccolo
1 pizzico di sale
4-5 cucchiai di acqua tiepida

per il ripieno:

800 gr di mele renetta
60 gr di zucchero
uvetta, pinoli, cannella, pangrattato e burro fuso

Procedimento:

Riunite la farina a fontana, al centro mettete lo zucchero, l’uovo leggermente sbattuto, il sale, il burro fuso e 3 cucchiai di acqua.
Senza aggiungere farina iniziate a lavorare energicamente la pasta battendola sul piano di lavoro, fino a quando risulta soda ed elastica.occorreranno circa una decina di minuti
Fatela quindi riposare, per circa 20 minuti, coperta con un recipiente precedentemente riscaldato.
Preparate il ripieno. Lavate e sbucciate le mele e affettatele il più possibile sottilmente. Aggiungete l’uvetta, i pinoli, lo zucchero, la cannella e il pangrattato.
Stendete la pasta il più sottile possibile. Distribuite su circa metà della pasta il ripieno di mele e spennellate la restante pasta con burro fuso. Quindi arrotolatela e pennellate con altro burro fuso. Cuocete in forno caldo a 180 gradi per circa 30 minuti.

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmailFacebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *