la nuova stagione del vasetto quattro stagioni

Settimana scorsa ho ricevuto una mail pubblicita da BormioliRocco SpA. Un po’ per caso, probabilmente una di quelle e mail che vengono inviate a centinaia di lettori e recuperate da qualche elenco. Era un invito a scoprire la nuova stagione del vasetto “quattro stagioni” della Bormioli Rocco a cui ho aderito con interesse.

Per me il “vasetto” e’ Bormioli Rocco, quasi fosse un sinonimo. Perché fin da bambina conoscevo questo marchio, perché passavo davanti all’azienda ogni volta che andavo a trovare i parenti che abitano a Fidenza, perché la mamma mi proponeva la sua marmellata che ripone nei vasetti Bormioli e, da adulta, grazie a mia suocera che mi ha trasmesso l’amore per le conserve e le preparazioni casalinghe.

Con lei si è aperto un mondo di vasetti! Lei usa esclusivamente vasetti Bormioli Rocco. Mi ha insegnato quali vanno meglio e per che cosa, come richiuderli bene e farli andare sotto vuoto, come conservarli.

Le nostre cantine straripano di vasetti etichettate con i lavori dell’estate: sughi, passate di pomodoro, sott’oli e sott’aceti, la frutta sotto grappa, marmellate, succhi e gelatine. Guai a buttare un vasetto.

Quando il contenuto è finito, lo laviamo e lo teniamo in attesa di una nuova occupazione. Si, perché lei li conserva con dovizia e li ripone con cautela fino all’estate successiva. La mia cucina invece è invasa dei vasetti che, una volta ripuliti, assumono nuove identità e nuovi scopi. All’occorrenza diventano nuovi contenitori per gli “avanzi” in frigo oppure per riporre i germogli, le spezie, gli aromi, biscotti e cereali. Diventano ‘boccali’ per portarmi il frullato in ufficio, portavasi per i fiorellini raccolti nel prato, svuota tasche, salvadanai, portamatite per Piccolo Chef. Ed e’ proprio questo il principio che ha mosso l’evento organizzato in Piazza Gae Aulenti a Milano.

In Italia una famiglia su tre usa lo storico vasetto. In cucina, già da diverso tempo, gli chef sfruttano il vapore che si sprigiona al loro interno, durante la cottura a bagnomaria o nella lavastoviglie, per cuocere i loro piatti. Nei locali più alla moda, a New York come a Shanghai e’ consuetudine servire cocktail nel vasetto. Seguendo blog made in USA, vedo spesso smoothiees e bevande proprio nel “quattro stagione”. Una vera moda!!

Nella bellissima nuova location delle high towers milanesi, una tensostruttura ospitava quattro diverse presentazioni di utilizzo del famosissimo vasetto. Questa idea è nata dal fatto che, volendo scrollarsi di dosso l’abito più conservativo e tradizionale, l’azienda ha dato voce a quello che i consumatori fanno del vasetto. I consumatori, persone come me, che utilizzano i vasetti in milioni di declinazioni. In rete si possono trovare gli usi molteplici in cui sono declinati. Il riuso spesso diventa, grazie alla creatività, un vero e proprio nuovo oggetto.
Nella tensostruttura, oltre ad ospitare l’area cucina dove Enrica della Martira, finalista di Masterchef e testimonial del brand, preparava deliziosi manicaretti introducendo gli ospiti all’utilizzo più tradizionale del prodotto, c’erano altre tre proposte.

Marta del “La valigia dei fiori” creava bellissime composizioni florovivaistiche. Il vasetto, grazie a lei, diventa centrotavola, vaso da fiori, e vera e propria decorazione.

Passando oltre, il corner della creatività, dove una simpatica decoratrice proponeva nuove e fantastiche opportunità d’uso da personalizzare con la propria fantasia.

Infine l’angolo “lounge” dove gustare un frullato o assaporare un delizioso dessert. Purtroppo, non ho potuto gustare ne uno ne l’altro per la mia solita intolleranza, ma mi hanno omaggiato con le spezie utilizzate per preparare il frullato cosi’ da riproporlo anche a casa. Ovviamente conservate nel più piccolo dei “quattro stagioni”.
Mi ha divertita ed affascinata questo tour, dove ho avuto anche la fortunata occasione di scambiare due chiacchiere con Simona Ferrari, marketing manager dell’azienda che mi ha spiegato cosa ha spinto questo brand storico ad organizzare un evento simile.

Un bellissimo pomeriggio che mi ha dato nuovi spunti e stimolato la mia insaziabile curiosità.

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