
LA MIA TATIN VEGAN – FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO ARNABOLDI
Sabato scorso ho partecipato a una lezione di yoga yin. Da qualche mese, per diverse vicissitudini non riesco più a frequentare le lezioni di yoga, e mi mancano. Con la mia amica Nicoletta, dopo il corso dedicato alla colazione, sono andata in questo spazio bellissimo.
C’erano già tantissime persone e la salsa era gremita. Tutti i tappetini erano disposti ordinatamente l’uno accanto all’altro.
Ho scelto il mio spazio e mi sono dedicata alla pratica. Avete mai fatto yoga yin? E’uno yoga statico, molto lento e dove si tengono le posizioni a lungo. Il principio dell’immobilità.
Pensavo all’immobilità. Allo stare fermi ad osservare. Che grande dote. Potersi fermare e fare un passo indietro e guardare. Lucidamente, oggettivamente, stare alla finestra e vedere le cose senza giudizio. E dargli una loro forma.
Che siano cose che ci sono capitate, persone, relazioni, sentimenti. Potersi fermare e osservare. Non c’è nulla di giusto o di sbagliato. Sono solo le cose che evolvono in base ai nostri gesti, e alle nostre decisioni.
Anche se talvolta faccio scelte consapevoli, e sono sicura della direzione che ho preso, soprattutto quando si tratta di sentimenti continuo a pensare, pensare, pensare. Ed il pensiero logora, logora, logora. Macina, macina, macina.
Nella pratica yin tutti quei pensieri defluiscono, sgocciolano dalla mente e ci abbandonano. A quel punto possiamo andare a lavorare in profondità su noi stessi e prendercene cura.
Stare nella stessa posizione a lungo, alcune piacevoli ed altre meno, mi ha permesso di concentrarmi sul respiro e sull’attenzione. Non nego che spesso il mio pensiero scappava nuovamente li, alle ferite che continuo a portarmi dentro, alle difficolotà che vivo quotidianamente e alle incombenze. Ma certamente ho lavorato molto perchè provavo un grande freddo. Terminata la pratica, l’insegnante mi ha spiegato che sentire freddo è una conseguenza normale.
E’ stata una esperienza strana che sicuramente desidero rivivere per poter continuare a lavorare su me stessa e proseguire questa mia strada di ricerca.

la mia tarte tatin vegan
La mia tarte tatin vegan
Ingredienti:
125 g di farina tipo 1 o integrale
125 g di farina di farro monoccocco integrale
125 g di zucchero di canna
75 g di acqua
35 g di olio di olio di girasole alto oleico
35 g di olio extravergine d’oliva dal gusto leggero
1 pizzico di semini di vaniglia
2 mele golden mature
100 gr di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di girasole altooleico

la mia tarte tatin vegan
Procedimento:
In una caraffa emulsionare, con il frullatore ad immersione, l’acqua con gli oli. Unire in una bowl le farine e la vaniglia ed unire l’emulsione. Impastare. In unltimo unire lo zucchero e impastare nuovamente. In questo modo i cristalli di zucchero non si scioglieranno del tutto e rimarranno anche in superficie. Far riposare l’impasto per mezz’ora coperto e poi stenderlo, con l’aiuto di un matterello, in una sfoglia delo stesso spessore. Stampare dei tondi, delle dimensioni del contenitore in cui cuocere la mela. Distribuire i biscotti in una teglia ed infornare, in forno caldo, per circa 15 minuti. Sfornare e far raffreddare.
Nel frattempo pelare la mela, eliminare il torsolo e tagliarla a pezzettini. Stufarla, in una casseruola dai bordi alti, con un filo di acqua e a fiamma dolce. Quando completamente cotta, frullarla con il frullatore ad immersione ed ottenere una purea.
Sciogliere in una casseruola lo zucchero con un cuchiaio di olio e uno di acqua. Creare un caramello e spegnere il fuoco.
Distribuire nei contenitori lo sciroppo e poi mettere la purea di mela. Infornare, in forno caldo a 180 gradi, e far cuocere per cira 10 minuti.
Sfornare, unre il bisocotto sulla superfien e far raffreddare completamente.
Scoppare la tatin dal contenitore e servire.
Buon appetito!
Tempi di preparazione:
1 ora circa
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