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CREMA DI MARSHMALLOW CON FICO D’INDIA SCIROPPATO – FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO ARNABOLDI

 

L’amore ritorna. L’amore vince sempre. Se è un sentimento reale, farà dei giri immensi ma poi tornerà.

Siamo tutti interconnessi. Siamo soli a vivere le esperieze della vita, come una continua palestra. Una scuola in cui dobbiamo apprendere la lezione e superare gli esami per andare avanti. Ma siamo allo stesso tempo tutti interconnessi. Con alcuni, chiamatele anime gemelle o come vi pare, esiste un legame indistruttibile, unico e molto forte.

Potrete negarlo, potrete ignorarlo, potrete odiarlo ma continuerà ad eistere e legarvi. Persone con le quali i sentimenti sono così forti da provare gioia e dolore all’ennesima potenza. Da far male a tal punto di sanguinare o essere felici incontenibilmente.

Ma, nonostante tutto quello che possa accadere, quel legame c’è, esiste e rimane ben saldo. SOno persone uniche, anime con cui attraversiamo la vita. Talvolta restano con noi, le abbiamo accanto, altre volte si allontanano. A quel punto possiamo pensare che infondo quel legame non fosse così eterno oppure ci nascondiamo dietro i nostri muri, il nostro orogoglio ferito, dietro le nostre stesse ferite. A volte siamo noi a far del male, altre volte lo riceviamo. Oppure semplicemente lasciamo che la vita scorra senza fare nulla.

Eppure sappiamo che quella macchiolina nel cuore, quella tristezza celata è lì. Pronta a saltare fuori alla prima occasione.

Se abbiamo il coraggio di riconoscere questi amori, apprezzarli ed abbracciarli, vivremo un’esistenza unica e ricca di gioia e di amore. Qualunque cosa sia accaduta, qualunque cosa possa accadere di nuovo.

 

Quando ero bambina, fino a poco prima dell’adolescanza avevo un’amica del cuore. L’ammiravo così tanto che stravedevo per lei. Un rapporto sicuramente basato non sullo stesso piano, dove lei si sentiva forte dell’ammirazione che riceveva ed io mi sentivo inferiore per tute le qualità che vedevo in lei.

Per me lei era la più brava, la più bella, la più elegante. Dall’altra parte io ero un maschiaccio già allora. Non mi interessavano i vestiti, i trucchi e le maniere da signorina. Ci sentivamo praticamente tutti i giorni, passando ore intere al telefono e trascorrendo le nostre domeniche insieme. Faceva parte el mio scintillante mondo e la consideravo una protagonista di esso.

Un giorno, a causa di un susseguirsi di spiacevoli situazioni è sparita.Se ne è andata.La mia vita subì una roccambolesca trasformazione e lei non ne fece più parte. Senza una parola, senza una motivazione. Semplicemente perchè erano cambiate le condizioni e lasciando che la vita scorresse. Lasciando passare i giorni, le settimane, i mesi, gli anni.

La sensazione che provai fu di essere sola ed abbandonata. Una sensazione che mi portai appresso, come un peso, per tutta la vita. Un’amicizia che aveva condizionato tutte le mie relazioni, facendomi diventare così premurosa e attenta, nel bene e nel male, verso gli altri. Una delusione che mi è costata tristezza nel cuore e un senso di vuoto incolmabile.

Ho sempre pensato che le cose capitino perchè dobbiamo imparare una lezione, perchè ci rendono più forti e più consapevoli e ci permettono di evolvere. Quello che mi accadde al tempo mi ha insegnato a darmi da fare, a rimboccarmi le maniche e lavorare duro per ottenere quello che desidero e pretendere rispetto. Sono sicuramente un carattere forte, determinato ed ambizioso,con i piedi ben piantati per terra e poco incline alla superficialità e alla materialità.

Credo anche le cose accadano nel momento esatto in cui debbano accadere. Non prima, non dopo. Proprio nel momento giusto. Sta a noi coglierle e viverle oppure lasciarle scorrere. L’universo ci manda dei segnali per la nostra evoluzione, per farci vivere meglio. Ci manda le persone di cui abbiamo bisogno in quel preciso momento in cui abbiamo bisogno. Possiamo ignorlarlo, oppure possiamo fare che le cose accadano.

Ques’anno è stato un anno molto introspettivo, un anno in cui ho imparato a volermi bene, a prendermi cura di me e non solo degli altri. Ho imparato ad ascoltarmi. Nel mio lungo meditare ho analizzato i rapporti di amicizia che ho avuto, ripensando molto anche a lei e a quello che è accaduto.

Dipende da come vogliamo vivere. Nonostante il grande dolore non ho mai provato rancore, astio o rabbia. Ma forse quello che chiamano perdono l’ho abbracciato completamente quest’anno. Ora che sono completamente connessa con me stessa, che mi sento così tanto e che riesco a percepire a pieno tutte le energie dentro e fuori di me.

A volte le persone ci lasciano ma possono sempre tornare. Se si ha il coraggio di cercare un contatto, di afrontare le cose, di ricominciare.

Il perdono. Una delle forme d’amore più belle. Credere che una persona possa cambiare, lasciare andare tutto quanto sia accaduto, ed il motivo, per il piacere di riaverla ancora accanto e provare la gioia di far parte della vita di un altro individuo è una sensazione bellissima che vale la pena di vivere.

Non sono mai stata arrabbiata. Nel momento in cui ci siamo ritrovate insieme e l’ho vista così vulnerabile, e con il cuore in mano, mi sono sentita felice di averla ritrovata. Questo non significa essere sprovveduti e permettere alle persone di farci del male ancora ma solo dare loro, e darsi l’opportunità di amare. Siamo al mondo per quello. Per crescere, evolvere e vivere con sentimenti di gioia, fratellanza, compassoine e gratitudine.

Credo nelle seconde, ma anche terze e quarte, nuove opportunità. Penso che ci sia sempre tempo per l’amore, l’amicizia. Quella vera.

E ritrovare un’amica così importante e sapere che è tornata nella mia vita mi rende grata alla via stessa e mi riempie di gioia. E sono così grata a lei per avermi cercata e tentato di riallacciare quell’amicizia così bella che ricordo con affetto.

Il vuoto passa, il dolore finisce.

Abbiamo trascorso una giornata insieme. Abbiamo aperto i nostri cuori ed è stato emozionante. Mi era mancata così tanto.

Sono contenta che  abbia avuto il coraggio di abbattere il muro del silenzio. Tante volte restiamo nascosti dietro ai silenzi perdendo l’occasione di essere felici. Ci impediamo, con le nostre stesse mani di portare luce e serenità, accogliere un’altra anima a cui siamo inesorabilmente legati.

Sono tornata a casa un po’ frastornata per le forti emozioni vissute, per il tuffo nel passato e per la rinnovata speranza.

Ho visto la mia amica Patrizia, che mi aspettava per bere un caffè insieme prima della riunione di classe. Mi sono sentita molto fortunata. La vita è bella, e talvolta ti fa doni davvero impagabili!

Per festeggiare questa giornata così speciale ho preparato un dolce davvero dolcissimo. Ho provato a realizzare la crema di marshmallow in versione vegana. L’ho usata per accopagnare un fico d’India ben maturo e lievemente sciroppato.

L’amore si celebra, l’amicizia è sacra. I rapporti e le relazioni sono tra i sentimenti più forti che possiamo vivere. Corriamo un rischio, certo, ma ne vale sempre la pena. E se è amore forte è dolcissimo, tanto da cariare i denti. E ogni tanto si può fare. E’ rosso, come il sentimento più puro e indiscutibile. Ed è fanciullesco, come l’ingenuità di chi ama per il semplice piacere di donare amore. Non poteva che essere marshmallow, quindi.

 

 

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crema di marshmallow con fico d’india sciroppato

L’amore ritorna

crema di marshmallow con fico d’india sciroppato

 

Ingredienti:

4 fichi d’India maturi

200 gr di acqua faba

350 gr di zucchero di canna integrale a velo

200 gr di sciroppo d’agave

1 cucchiaino di xantano

mezzo cucchiaino di cremor tartaro

acqua

finocchietto selvatico

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crema di marshmallow con fico d’india sciroppato

Procedimento:

Per il fico d’India sciroppato. Pulire e sbucciare i fichi d’India, facendo attenzioe a eliminare tutte le spine e a non pungersi. Preparare una soluzione con 100 ml di acqua e 50 grammi di zucchero e portare a ebollizione. Immergere i fichi d’India e farli cuocere per circa 15 minuti continuando a girarli per irrorarli di sciroppo. A piacere si può profumare lo sciroppo con erbe aromatiche come timo o finocchietto, vaniglia, cannella o scorza di agrumi. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Successivamente spostare in un piatto, o in un contenitore, i fichi in modo tale che restino lucidi dallo zucchero ma non immersi nel liquido e rilascino piano piano il loro sciroppo.

Per la crema di marshmallow. Preparare uno sciroppo con 200 ml di acqua, lo sciroppo d’agave e 250 gr di zucchero di canna al velo. Mescolare e far sciogliere completamente a fiamma dolce il composto. Portare a ebollizione e farlo sobbollire vigorosamente per almeno 3 minuti. Spostare la casseruola in una bowl di acqua ghiacciata per raffreddare velocemente le pareti, e di consieguenza l’interno. Riportare la temperatura intorno ai 70/80 gradi e rimettere sul fuoco. Portare nuovamente a ebollizione e cuocere lo sciroppo per 3-4 minuti, In questo modo andrete a stabilizzare lo sciroppo di zucchero preparato, evitando la cristallizzazione. Farlo raffreddare

Montare l’acqua faba a neve ferma con la gomma di xantano e il cremor tartaro. A piacere unire della vaniglia in polvere. Montare con le fruste elettriche in maniera prolungata così che si formi un composto spumoso e sodo. CI vorranno circa 10 minuti. Far ripartire le fruste, e unire a filo lo sciroppo di zucchero. Mescolare e far stabilizzare il composto.

Prelevare una parte di crema di marshmallow e posizionarla nel centro del piatto. Con un contenitore, o un padellino, schiacciarla per formare dei disegni. Con un cannello da cucina caramellare alcune parti. Unire il fico d’India e servire con il suo sciroppo, finocchietto selvatico e fiori.

Buon appetito!

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crema di marshmallow con fico d’india sciroppato

Tempi di preparazione:

2 ore circa

Nota ben. Questa crema la potrete conserare in vasetto e usarla per guarnire la cioccolata calda, gustarla sul pane tostato, o usarla come base per il fudge vegan al cioccolato. Ottima per guarnire torte e dessert, lasciata a temperatura ambiente, ed unita ad amido di riso, potrete realizzare delle spumose e dolcissime caramelle, tipiche della cultura anglossassone americana.

Questa crema si differenzia da quella per le meringhe per lo sciroppo di zucchero e la xantana che stabilizza il composto.

 

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