Non chiamatela Trippa!!!!

fotografie di Alessandro Arnaboldi

fotografie di Alessandro Arnaboldi

 

Oh mamma, ci risiamo. Un nuovo MTC e una nuova sfida. Vado a leggere e mi ritrovo le frattaglie! Bleahh questa volta non ce la posso fare, salto la mano! Figuriamoci poi proporre cose simili alle orecchie di maiale fritte di Cristiana….. troppo per me. E poi, mica posso sempre fare ricette che mangiano gli altri e io niente!! Uffi, uffi.  Poi ci ho pensato, e mi sono detta, perché non vegana?
La trippa non l’ho mai mangiata neanche da onnivora. Mi disgusta anche l’odore.
Mio Marito e Piccolo Chef invece l’adorano. E quando gli ho proposto in un sms “se per MTC faccio la trippa di soia?” L’ha risposta e’ stata “Non puoi chiamarmela TRIPPA!” Ma io ci provo lo stesso….
La ricetta e’ quella ultra consolidata e tradizionale che mi ha passato mia suocera; prima di conoscere il mio maritino, non sapevo neanche come fosse fatta. Ho seguito alla lettera come la fa lei, ma usando le bistecche di soia che prima ho fatto ammorbidire in acqua e poi ho tagliato a striscioline sottili. Ho poi messo le patate e i borlotti. Perché lei mette i borlotti, anche se alcuni usano i fagioli di Spagna. Ho messo un po’ di pomodoro. Diversi filoni di pensiero vogliono invece la trippa rigorosamente in bianco ma lei mi ha sempre detto che un po’ di colore ci vuole. E poi l’ho lasciata restringere, perché mio marito la mangia così invece che nella versione brodosa. Il risultato? Buonissima!! E questa volta, la non-trippa me la sono pappata tutta io!

 

Ingredienti per 1 persona:
50 gr di bistecche di soia disidratata
1 patata (2 se piccole)
150 gr circa di borlotti (peso da cotti)
qualche foglia di salvia
1 spicchio d’aglio
un po’ di trito da soffritto (carota, sedano e cipolla)
500 ml di brodo vegetale
2 cucchiai di passata di pomodoro (o un cucchiaino di concentrato)
1/4 di bicchiere di vino rosso
olio evo, sale e pepe

 

Procedimento:
Mettere in una ciotola con acqua tiepida la soia per farla rinvenire ed ammorbidire. Quando completamente reidratata tagliarle per il lungo in striscioline sottili.
In una capiente pentola, mettere un filo d’olio e del trito per soffritto. Far imbiondire e poi aggiungere lo spicchio d’aglio e successivamente la patata a cubetti, precedentemente lessata al dente. Insaporire le verdure e aggiungere la soia e le foglie di salvia. Cuocere per pochi minuti e poi sfumare con il vino rosso. Quando sarà evaporato aggiungere i borlotti e coprire con il brodo vegetale. Abbassare la fiamma e cuocere, a fuoco lento, fino a quando il brodo si sarà assorbito, senza che diventi completamente asciutta. Aggiustare di sale e pepe e servire.
Buon appetito!

Tempi di preparazione:
1 ora e mezza circa

ps. mio marito, alla fine, l’ha assaggiata e ha dichiarato che è buona e che sembra proprio trippa!! 🙂
con questa ricetta partecipo alla sfida nr 38 del MTChallenge
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6 Comments

  1. Ciao Marzia , ho pubblicato questa sera sul mio blog la tua finta frittata , buona ma forze ho inserito troppa farina di ceci … proverò altre tue ricette . Anche questa finta trippa è un ‘idea geniale .
    A presto Elena

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    • Ciao Elena, vado a curiosare sul tuo blog. Se la frittata e’ rimasta troppo asciutta, devi diminuire la farina oppure renderla più umida e metterla in una teglia più grande per farla un po’ più sottile. Se provi altre ricette fammi sapere, ti consiglio questa trippa a me e’ piaciuta tanto tanto! Ciao

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  2. La prima anarchica!! Hai fatto bene: sono una dal pensiero “vivi e lascia vivere”…se non te la sei sentita nessun problema. Mi rende comunque felice il fatto che tu abbia cercato un escamotage per partecipare. Pensa che la soia non sono mai riuscita a cucinarla…sempre troppo dura. Non so se abbiano cambiato i preparati: ti sto parlando di 30 anni fa…e il ricordo di uno spezzatino di soia che tentava di propinarci mia madre mi torna ancora in mente. Dovrei provare a vedere se le cose sono effettivamente cambiate…un abbraccio e grazie cri

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  3. Hihihi, anarchica… Esagerata! Anche io trovo che a volte la soia possa rimanere un po’ duretta. Cuocendo la per molto tempo nel liquido, e’ rimasta molto morbida, in questo caso. Dipende tutto dalla cottura. Non sono una grande esperta però perché la uso da poco in alternativa ai legumi. Ma mi sembrava perfetta per simulare le tue frattaglie. A presto

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  4. Concordo con Cristiana: ai fini della gara è un fuori concorso, ma in una valutazione più generale, che è poi quella che ci interessa, hai fatto benissimo a tentare la tua via: anch’io non ho grande dimestichezza con la soia, perchè temo di non saperla cucinare, visto che le poche volte in cui l’ho preparata mi è rimasta dura come una suola: ma già questa proposta di cottura mi fa intravvedere orizzonti nuovi… e dai, prometto che il prossimo mtchallenge sarà per tutti quanti! 🙂

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    • ciao Alessandra, assolutamente concorde che sia fuori concorso ma anche da bordo campo mi faceva piacere darvi la mia proposta. Garantisco che la soia non è rimasta dura per nulla e ha assorbito tutti gli aromi del “sugo” in cui è stata cotta diventando un piatto succulento! a presto con la prossima puntata!!!

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